On. Comm. Enrico Pini
Presidente dei Pii Istituti Educativi
Bologna
Anche per determinare con maggiore precisione i suggerimenti gentilmente richiestimi da V.S. e che parvero concordare con le intenzioni stesse di V.S. e del Conte Salina, riguardo i lavori di ristauro a farsi nella chiesa monumentale del Baraccano, mi permetto di trascriverli in questo modo:
Nella facciata del santuario sarà opera lodevolissima restituire alla bella loggia dei primi anni del sec. XVI il timpano a cui verso la metà del sec.XVIII sI sostituì dall’Ambrosi quel mal deformato frontone centrale dietro cui si affonda la snella cupola. Poiché il muramento del timpano esiste, in gran parte il lavoro non presenta difficoltà né incertezze possedendosi tutti gli elementi per la sua integrazione.
Il prospetto della monumentale cappella sarebbe così restituito quale offrivasi ancora ai primi anni del settecento, cioè come appare in alcuni disegni del Mitelli e del Guidi.
E liberando dalle tinte a calce e vernice le colonne, il paramento, le cornici in terra cotta, le sculture di Alfonso Lombardi, diverrà preziosa la riconquista di cotesto portico o grande pronao aggiunto alla primitiva cappella nei giorni buoni della Rinascenza, quando il santuario ebbe il suo miglior momento di celebrità. L'opera è consigliabile per ragioni d'arte e di storia benché esiga ancora un ripristino dell'antico organismo del tetto.
Le mie migliori raccomandazioni sono anche per una sistemazione di merito storico da darsi al prospetto del Santuario lungo il viale di circonvallazione.
Il pensiero sarebbe di mantenere, anzi di rendere evidente la sua genesi storica: cioè come esso sorgesse a ridosso del baraccano o torrione dell'antico muro nel quale era ed è dipinta la Madonna divenuta famosa nell'assedio del 1512 quando le mine del Cardona scoppiarono inoffensive accanto ai baraccano stesso. Il lavoro consisterebbe nel restituire l'aspetto che le cose avevano nei primi appunto del sec.XVI: demolendo il moderno coperto che si avanza sul corridoio di ronda e restituendo nei due tratti di mura e sul baraccano l'antica merlatura. Si fa notare che avanzi della merlature sono visibili tuttora nel baraccano, sì da determinare la precisa altezza di questo e da offrire dati e misure per la ricostruzione dei merli sul ciglio della mura. Qualche parca raberciatura nei guasti peggiori dell'antica mura può bastare onde non perdano il colore e l'apparenza di vetustà escludendosi affatto che abbiano ad aprirvisi finestre o altri vani dacché è possibile invece migliorare la salubrità di alcuni ambienti interni con nuove o maggiori aperture sui fianchi.
Con tale lavoro il santuario acquisterebbe i caratteri più evidente di monumentalità, continuando a raccontare in modo tangibile che esso era nelle vecchie mura della città, e a fissare la topografia del famoso episodio di quella mirabile difesa di Bologna del 1512 contro gli eserciti uniti di Giulio II e della Lega attorno a cui la cronaca e la leggenda narrarono tante cose; e che potrebbero essere riassunte in una epigrafe da murare nel torrione stesso.
Nell'interno della chiesa, non può essere che molto consigliabile un ristauro della pittura dell'antica Madonna e delle preziose cose aggiuntevi da Francesco Cossa nel 1472, ristauro che si limiti a fissare i minacciati scortecciamenti e a diminuire con tinte neutrali all'acquerello il malo effetto delle raschiature dell'affresco. La quale opera delicata vuolsi affidata ad artista espertissimo e con intelligenza a prendersi con l'Ufficio Regionale dei Monumenti
Nulla osta che le candeliere intagliate in marmo d’Istria, nell'interno della cappelletta centrale, sieno lavate con premura dalla vernice ad olio con cui furono improvvidamente ricoperte. E questo, beninteso, senza toccare l'ornato dell'arco d'ingresso alla cappella, scolpito da Properzia de’ Rossi e che ebbe ottima patina dal tempo.
Non è noto il valore delle pitture murali di cui appare qualche traccia nelle due cappelle estreme della Chiesa. Prima quindi di deliberare la loro restituzione, è opportuno fare eseguire un saggio.
Nelle due piccole case ai lati del portico, potrebbero limitarsi i lavori a ripetere nell'una la piccola cornice a mattoni combinati che è nell'altra, cercando al più qualche simmetria nelle finestre; come sia possibile.
La proposta di questa sistemazione storica, che parve buona alle SS.LL. non mancherà di ottenere, spero, consentimenti e favori i quali possono risolversi in alleviamenti al qualche dispendio che l'Amministrazione incontrerebbe.
Con viva gratitudine per la benevolenza addimostratami, mi confermo
Bologna 24 aprile 1908
Dev.mo
F.to Alfonso Rubbiani